Politica e misoginia…

La misoginia è l'avversione, spesso l'odio, nei confronti delle donne. Storia e letteratura ne sono piene, anche il nostro vivere quotidiano lo è. E fa sensazione che lo sia spesso anche la politica. Soprattutto quando le donne – ancora poche, purtroppo – assurgono a ruoli guida o comunque ad incarichi di una certa importanza. Se poi la donna in questione è magari bella o dotata di fascino, questa pare essere un'aggravante. Al di là delle battutacce di pessimo gusto dispensate anche in scranni consiliari di alto e basso livello, sulla stampa e in salotti televisivi, noto frequentemente un'accanimento sempre crescente nei confronti di donne che rivestono ruoli politici. Non so se è un virus tipicamente italiano, anche se in altre Nazioni lo si manifesta con minor frequenza e minor intensità. Del resto se da noi le donne con incarichi parlamentari in percentuale vengono dopo addirittura quelle del Botswana una ragione ci sarà. Non so se la donna in politica a qualcuno "fa paura" oppure se il sesso cosiddetto "debole" – che poi debole non lo è affatto – viene considerato a torto più facilmente attaccabile. Ma questo è.  Da tempo mi colpisce la durezza degli attacchi ai quali sono sottoposte due persone di sesso femminile diverse non solo partiticamente: Virginia Raggi e Maria Elena Boschi. La prima, sindaca della più importante città italiana, è continuamente massacrata molto al di là dei suoi eventuali demeriti amministrativi. Alla seconda invece si imputano tutta una serie di nefandezze non solo parlamentari. Guarda caso si tratta di due donne in politica con ruoli-chiave, entrambe per giunta belle. Ma la casistica è lunga e va al di là della Raggi e della Boschi. Ricordo che furono mal tollerate Nilde Iotti e Irene Pivetti, che l'attuale presidente della Camera, Laura Boldrini, è frequentemente sottoposta ad attacchi mediatici e politici pesanti. Ricordo quando Rosi Bindi assurse ad emblema estetico negativo, ricordo gli epiteti e le offese a Giorgia Meloni. Ho la netta impressione che una donna venga giudicata – e dunque attaccata – più che per i suoi meriti-demeriti in ambito istituzionale, per il fatto di essere semplicemente donna. Succede tutto questo esclusivamente in "alto"? Non solo. Anche più in basso i concetti cambiano pochino. Personalmente ho avuto in passato il piacere – e l'onore – di collaborare con alcune donne del nostro territorio chiamate ad incarichi di natura amministrativa, Maddalena Senesi, Daniela Frullani, Francesca Calchetti. Diverse per personalità e orientamento politico. Conservo di tutte un gratificante ricordo in ambito professionale e anche umano. Ma ho la memoria anche di tanti subdoli attacchi alle loro persone portati con una veemenza e spesso una cialtronaggine che esulava dal puro giudizio istituzionale sul loro operato. Quando, soprattutto noi maschi, ci libereremo di questa misoginia compulsiva, sarà davvero un giorno di crescita etica e professionale, soprattutto di dignità.

0 commenti alla notizia
Redazione, 18/05/2017 09:37:55

Francesco Del Teglia (1959)

Giornalista pubblicista di lungo corso, è inviato fisso per Sansepolcro e la Valtiberina Toscana del quotidiano Corriere di Arezzo fin dalla sua nascita, nel 1985, ma vanta esperienze anche a livello televisivo e collaborazioni con periodici vari. Politica e sport i campi di particolare competenza professionale. È stato anche addetto stampa di vari enti.

Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.

Lascia il tuo commento

Per vedere il tuo commento pubblicato dovrai validarlo.
Riceverai quindi una mail con un link per validare il commento.

Attenzione: tutti i campi sono obbligatori!

Nome
E-mail pubblica
Il tuo commento
Consenso alla privacy Accetto NON Accetto
Consenso a ricevere
comunicazioni commerciali
Accetto NON Accetto







Scrivi tu il primo commento!