Il geometra Pezzi Varo...

Tra i vecchi impiegati del Comune è ancora un cult. Roba che i furbetti del cartellino, in confronto, sono dilettanti.

Il geometra Pezzi Varo

Il geometra Pezzi Varo aveva fatto la campagna di Russia e non aveva paura di nessuno. Da almeno quarant'anni le sue gesta sono impresse nel palazzo del Comune come lo stemma dei Pazzi, a lato degli Azzi, dei Bostoli e dei Pietramala, a memoria imperitura.  Sempr'asciutto e vistito com'un lord, in vetta a quella scalinata del trecento n'do' c'era l'urbanistica ai tempi andati del Pagani e del Tedesco, ciaveva una stanza ch'armase sempre vota. Il geometra non le salì mai quelle scale. Tutt'i giorni che Dio metteva 'n terra, firmava il registro che 'l Dragoni portava nell'atrio, proprio 'n do' oggi si timbra il cartellino alle otto e a le due in punto e se n'andava pei fatti suoi. Se, putacaso, il Dragoni col su'registro delle firme non spaccava il secondo, il geometra Pezzi Varo andava fuori dai gangheri e lo trattava come 'na pezza da piedi. Tra le sue gesta, quella al matrimonio dell'architetto Roncolini, merita la menzione speciale. Quella volta il geometra aveva esagerato co'la Vodka che s'era portato dalla Russia quando fece la campagna e rifece la ritirata, cioè caminando a zigo zago lasciò l'allegra brigata al piano nobile, fece le scale a gattoni e raggiunse i bagni del Palazzo al piano terra, com'una volta l'alleati nella Steppa. Dopo 'n paio d'orette, l'usciere mute del Comune lanciarono l'allarme e i soccorsi lo ritrovarono tra la emme e i tedeschi a Stalingrado. Fu così che il geometra Pezzi Varo sopravvisse anche alla campagna nuziale del Roncolini, ben più dura di quella di Russia. Poi, siccome non c'è due senza tre, il geometra la scampò anche al Palazzo del Pero, quando fu centrato in mezzo al capo da una lastrata dell'architetto Niccolai, che lo scambiò per il luzzi. Da lì si sparse la fama che il geometra Pezzi Varo fosse immortale. Ma l'immortalità vera il reduce di Leningrado la conquistò il giorno dell'inaugurazione del mercato del pesce di Sant'Agostino. Quella volta aveva timbrato il cartellino da 'n paio d'ore e, co'n cartoccio di merluzzi sotto 'l braccio, s'aggirava tra l'autorità cittadine, il sindaco Ducci e il Polverini, capo del personale e avrebbe anche tagliato il nastro ma unn'aveva le forbici. Alle due in punto, proprio mentre stava firmando il registro del Dragoni, s'imbattè nel Ducci e nel Polverini il quale, in tanta compagnia, si vide costretto a muovergli un appunto per la presenza al mercato del pesce 'n orario d'ufficio. Allora il geometra Pezzi Varo lo trattò peggio del Dragoni quando portava il su'registro in ritardo e i due fecero una ritirata, che parevano due tedeschi nella Steppa pidinati da una muta di cosacchi del Don.

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Redazione, 15/06/2017 15:13:34

Giorgio Ciofini (Giornalista e Scrittore)

Giorgio Ciofini è un giornalista laureato in lettere e filosofia, ha collaborato con Teletruria, la Nazione e il Corriere di Arezzo, è stato direttore della Biblioteca e del Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona e della Biblioteca Città di Arezzo. E' stato direttore responsabile di varie riviste con carattere culturale, politico e sportivo. Ha pubblicato il Can da l'Agli e il Can di Betto e in collaborazione con Vittorio Beoni, la Nostra Giostra e il Palio dell'Assunto. Attualmente sta lavorando al can de' Svizzeri, in uscita il prossimo dicembre.

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