Più soldi ai gay che ai donatori di organi

Polemica a Bolzano: 5mila euro a un'associazione con un pugno di iscritti

Bolzano - La Commissione Attività Sociali del Comune di Bolzano ha provato a stanziare 5.500 euro per un'associazione riconducibile ad arcigay di Bolzano, mentre altre associazioni quali Aido( donatori di organi) e Ail (associazione contro le leucemie, linfomi e mieloma) si fermano rispettivamente a mille e duemila euro.

Le stranezze, però, non si fermano qui, infatti l'Associazione Centaurus, presieduta da Andreas Unterkircher, già candidato nel 2013 alle elezioni provinciali e nel 2015 alle comunali di Bolzano nelle liste dei Verdi, che oggi fanno parte della maggioranza che amministra la città, non aveva comunicato il numero di iscritti. In commissione, dopo la sollecitazione della minoranza, è emerso che gli iscritti risulterebbero essere solo cinque con dodici volontari a fronte degli 897 di media delle altre associazioni, dato poi smentito la mattina successiva, in quanto gli iscritti dopo la nottata sarebbero diventati quaranta.

All'associazione Centaurus, quindi, secondo quanto prospettato dalla maggioranza, andrebbe ben l'8% dell'intero stanziamento per le attività sociali e dei 35 mila euro a bilancio di Centaurus solo 150 euro sarebbero quote sociali, meno di quattro euro per associato, e buona parte del resto deriva da enti pubblici. Tutto ciò ha incontrato, per motivi diversi, la ferma opposizione delle minoranze Casapound, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e Lega Nord.

Categorico sul tema, infatti, è stato Sandro Trigolo di Cpi secondo cui «in questo momento storico, sicuramente critico per il paese, in cui si continua a tagliare perfino sull'essenziale, sulla sanità, sull'istruzione, la disabilità e quant'altro, non possiamo permetterci di finanziare un'associazione per mera pubblicità o propaganda ideologica». Per diverse ragioni, la richiesta di finanziamento si scontra con il rigido diniego di Fratelli d'Italia, secondo cui, infatti, non si possono fare «due pesi e due misure» fra le discriminazioni, ergendo le disparità per motivi sessuali all'unica priorità, ricordando che «la ragazzina magari un po' cicciottella, per questo derisa o picchiata, non ha di certo meno diritti». Le discriminazioni insomma vanno sempre combattute ma non sovvenzionando gruppi che nell'organizzazione delle loro manifestazioni consentono, come accaduto all'ultimo gay pride, la presenza di «una drag queen vestita da porno Madonna, che è un'offesa ed un vilipendio alla cultura e alla credenza cristiana». Secondo Galateo, infine, con un così ristretto numero di aderenti, l'associazione non è nemmeno rappresentativa delle comunità Lgbt de concedendo questo contributo si «darebbero altri fondi a un gruppetto di amici che con soldi pubblici promuove se stesso e fa propaganda», chiedendo fra le altre cose la previsione nelle liste elettorali, oltre alle quote di genere anche quelle arcobaleno, riservate a chi ha diversi orientamenti sessuali. In conclusione per la minoranza «sembra una barzelletta ma è macabra omofollia».

La battaglia ora si sposta in Consiglio comunale, seppur l'esponente del Pd Mauro Randi, vicino da sempre all'ambiente cattolico e il rappresentante di Svp, partito conservatore e tradizionalista, hanno stranamente votato favorevolmente si attende la posizione Pentastellata, assenti in commissione al momento della decisione, ma si prevedono barricate da parte della minoranza. E forse ripensamenti in maggioranza. Il Giornale

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Redazione, 17/06/2017 08:17:01

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