Politici, politicanti e…quaquaraquà...

La politica è lontana anni luce dalla gente, dai problemi reali delle persone e come sempre accade, sia  a livello locale che nazionale, quello che si era promesso nella campagna elettorale, non si avvera e gli elettori, capiscono ancora una volta di essere stati presi in giro da persone senza scrupoli che per arrivare ai loro obbiettivi, non guardano in faccia a nessuno, l'importante e l'assegnazione delle poltrone. La caratteristica di molti politici di oggi è di essere a disposizione di se stessi più che degli altri, ricordandosi degli altri solo quando hanno bisogno del voto. La crisi della politica risulta essere di tipo etico e morale, ma anche di credibilità per la mancanza di appartenenza reale ad uno schieramento, motivo per cui assistiamo ad una "transumanza", nel senso del passaggio a qualche altro partito, maggiormente generoso di posti e prebende. Ci troviamo di fronte a dei politici mediocri,  perché per loro il fine giustifica i mezzi, e così facendo riescono a sporcare anche il fine più nobile della parola politica, ed appena sentono "puzzo di bruciato", immediatamente si schierano con il vincitore di turno. Una definizione è sempre stata celebre in politica: si definisce politico chi vede lontano e fa gli interessi della nazione o della sua città; politicante colui che guarda a breve solo i propri interessi fregandosene di quelli dei cittadini  e quaquaraquà, come citava Leonardo Sciascia, nel libro "Il giorno della civetta", si definisce una  persona particolarmente loquace, ma priva di capacità effettive, per questo ritenuta scarsamente affidabile. Nel gergo mafioso il termine "quaquaraquà" è anche usato come sinonimo di "delatore". Questi uomini sono pericolosi, arroganti, prepotenti, e lacchè della mafia. Non prendono la responsabilità delle loro azioni. Si arricchiscono sulle spalle degli altri, imponendo le proprie idee e la volontà agli altri. Non danno l'esempio e agiscono spinti dalla paura e dalla corruzione. Sono calunniosi e diffamatori e pronti a sparlare di chiunque. Hanno un ego enorme e cercano ossessivamente di farsi notare. Fanno un sacco di promesse senza poi agire. Parlano molto, con poca azione benefica. Interessante, leggendo il libro di Sciascia del 1961 (una grande annata sia per le idee che per gli uomini) è la definizione data alle persone, dividendoli in uomini, mezzi uomini e ominicchi, oltre ovviamente che quaquaraquà, che rispetta molto anche il mio pensiero sui politici. Gli uomini veri, cita l'autore del libro sono istruiti e pensano da se stessi. Non sono dettati dai sentimenti popolari o pettegolezzi. Sono altruisti e rispettano gli altri. Difendono i loro ideali e muoiono per la loro libertà e la libertà degli altri. Non impongono la loro volontà o comandano gli altri. Le loro attività è volta a portare la pace nel mondo. Cercano di aiutare gli sfruttati, creano posti di lavoro e una cultura di benessere. Combattono la stupidità, ascoltano e cercano di capire. I mezzi uomini sono quelle persone che non prendono mai la responsabilità diretta per le loro azioni. Hanno paura e sono senza direzione. Pensano solo ai propri bisogni e desideri. Non hanno nessuna iniziativa, ma criticano quelli che sanno agire. Sono negativi e cercano di far cadere gli altri che stanno lavorando per il bene. Invece di dare sostegno agli altri, si tirano fuori. Sono uomini negativi, immaturi, dal pensiero negativo. Invece di fare ordine creano una grande confusione. Gli ominicchi sono quelli che vivono nell'ombra e sono sempre pronti a sfruttare gli errori degli altri. Si tratta di quelli che non decidono per se stessi, ma prendono ordini dai padroni. Non possono mai essere leader, perché non sanno come condurre o essere un esempio per gli altri. Non esitano a tradire i loro amici, al fine di salvare se stessi. Per avere solo un po' di potere sono disposti a vendere la propria dignità. Credo che per quanto riguarda la politica nazionale e internazionale, oramai slegata dalla gente e legata dal business, ci sia poco da fare, mentre a livello locale qualcosa sta sicuramente cambiando, se andiamo ad analizzare gli ultimi risultati delle città su cui si è votato negli ultimi mesi.

1 commenti alla notizia
Redazione, 25/09/2017 11:00:55

Domenico Gambacci (1961)

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it

Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.

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commento: inviato da Roberto Cirri, il 26/09/2017 alle ore 08:07:42 (ip:82.55.56.217)
Piena e totale condivisione.
Saluti.