Cesare Battisti: ex terrorista? Un dubbio semantico-grammaticale

Il ricercato dallo stato italiano, noto per la sua latitanza e copertura in Brasile, dove si è nascosto dietro la impossibilità di estradarlo concessagli dai discussi presidenti Lula e Rousseff è tornato nelle cronache italiane: lo hanno arrestato mentre cercava di fuggire in Bolivia, paese dove evidentemente ritiene di poter meglio eludere la giustizia italiana.

Sui media lo hanno definito ex terrorista.

Il soggetto, membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac), è stato condannato in Italia in contumacia a due ergastoli per omicidio e concorso in omicidio di quattro persone negli anni '80 del secolo scorso. Il gioielliere Torreggiani e il macellaio Lino Sabbadin, 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, il maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e l'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Fuggito dapprima in Francia, dove è diventato uno scrittore di noir, trovò accoglienza in Brasile dove si è sposato, ulteriore motivazione al rifiuto alla estradizione. Infatti la domanda di estradizione, accolta nel 2009 dal Tribunale Superiore Federale, la massima istanza giuridica del Brasile, fu poi negata da Lula proprio l'ultimo giorno del suo secondo mandato proteggendolo collo status di prigioniero politico.

Un quotidiano italiano ne parla così: coperto da tanti pezzi della gauche parigina, da Philippe Sollers a Daniel Pennac e Fred Vargas si era ricostruito una narrazione ad hoc di perseguitato politico in un'Italia anni settanta che lui dipingeva, né più né meno, come il Cile di Pinochet, uno stato di giustizia denegata e di leggi speciali diventate ordinaria repressione.

A me viene in mente un dimenticato campione della lotta politica, quel Cesare battisti che fu strangolato 100 anni fa dagli austriaci che combatteva in divisa italiana, a viso scoperto. Questo altro Battisti fa invece vomitare. Questione di gusti, credo.

Dimenticato il primo, osannato da alcuni compagni il secondo: ma si può parlare di ex terrorista?

Già che ci siamo, perché non definirlo terrorista emerito? Fulgido esempio del terrorismo italiano di quegli anni?

Dire ex assassino mi pare una bestialità. Un criminale. Che ha tolto la vita colpendo alle spalle.

Una merdaccia, secondo me. Altro che ex terrorista.

1 commenti alla notizia
Redazione, 05/10/2017 22:04:38

Alessandro Ruzzi(1961)

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it

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commento: inviato da francesco, il 10/10/2017 alle ore 19:40:40 (ip:87.16.128.5)
pienamente d'accordo con quanto scritto. Oggi poi si legge pure che il Battisti in questione avrebbe detto "è illegale che mi estradino in Italia". Cioè, sto Battisti assassino e condannato a 4 ergastoli per le sue imprese, parla di illegalità? Non c'è proprio limite alla decenza.