L’Intoccabile - The Untouchable

Avete presente il film Gli intoccabili (The Untouchables) del 1987, per la regia di Brian De Palma, sul tappeto musicale del maestro Morricone, con l'agente federale Kevin Costner - Eliot Ness, con Sean Connery che interpreta il ruolo del poliziotto irlandese Jimmy Malone, con Andy García nei panni dell'allievo poliziotto italo-americano George Stone e Robert De Niro ad interpretare sontuosamente la parte del cattivone Al Capone?

Che lo abbiate presente oppure no, sappiate comunque che, due o tre sabati fa, mi sono sentito come Robert De Niro - Al Capone nella scena in cui, dopo aver dato mandato ai propri scagnozzi di far fuori Sean Connery - Jimmy Malone, proprio nell'istante in cui si sta consumando l'agguato mortale, egli se ne sta sul palchetto reale di un teatro a commuoversi alle note e alle parole di Vesti la giubba, più nota come Ridi, pagliaccio, celeberrima aria dell'opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.

Dopo aver dimenticate fuori dal Teatro di Spoleto tutte le 'malefatte' della vile quotidianità, dopo aver sospeso il tempo e il mondo intorno al palchetto in cui eravamo seduti io, mia moglie e la coppia di amici che ci aveva regalato di trovarci lì con loro, ho lacrimato sulle note, sulle parole, sull'amore tremendo, sulle passioni sferzanti della Carmen di Bizet (fra l'altro, anche grazie al tocco da meravigliosa co-protagonista dell'orgoglio lirico valtiberino Noemi Umani).

L'amore che non conosce leggi e regole (L'amour est l'enfant de Bohême, / il n'a jamais, jamais connu de loi), il linguaggio della seduzione allo schioccare delle nacchere e del cuore (Je vais danser en votre honneur, / et vous verrez, seigneur, / comment je fais claquer ces morceaux de faïence!), l'inesorabilità del fato, l'ineluttabilità di quanto gli dei hanno scritto in cielo a proposito di te (Mais si tu dois mourir, / si le mot redoutable / est écrit par le sort, / recommence vingt fois, / la carte impitoyable / répétera: la mort!): Amore e Morte, gli ingredienti principali dell'Arte di ogni tempo, capaci di strapparci alla realtà concreta e di restituirci a tutto quello che più c'è di propriamente umano.

Come Robert De Niro - Al Capone, seduto alle spalle di mia moglie, mi asciugavo gli occhi e piangevo sorridendo, dall'alto di un palchetto, dalle sommità di un capolavoro che, come tanti altri, è testimonianza di quanto l'uomo, quando si dedichi a fare veramente l'uomo, possa essere Uomo.

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Redazione, 10/10/2017 00:00:00

ANDREA FRANCESCHETTI (1974)

Nato a Pieve Santo Stefano è un giornalista e scrittore, oltre che insegnante presso il Liceo “Città di Piero” di Sansepolcro. Fra gli altri, ha pubblicato il saggio Grammatica e Canzoni - Preziosismi, licenze poetiche e strafalcioni nella musica leggera (in lingua) italiana (2013) e i romanzi Bianco (2014), Io ne amo solo tre (2015) e Il maestro (2017).

Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.

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