Sansepolcro, l'assessore Fabrizio Innocenti parla del piano strutturale

L'elenco delle possibilità di intervento sbloccate con l'approvazione a novembre dello strumento urbanistico

Lunedì 22 novembre 2010: il piano strutturale di Sansepolcro completa la tappa più lunga e delicata del suo iter, con l'esame delle 436 osservazioni presentate e le relative controdeduzioni. Un cammino fatto di 19 sedute consiliari, con l'assise che alla fine ha dato l'ok a maggioranza: 11 voti favorevoli e i 10 contrari dell'opposizione. Adesso dovranno pronunciarsi Regione e Provincia, prima del rientro definitivo in città dell'importante strumento. Parola quindi all'ingegner Fabrizio Innocenti, assessore all'Urbanistica del Comune biturgense, con il quale tracciamo il bilancio di questa significativa fase operativa. Esistono particolari motivi di soddisfazione, oltre a quello di essere finalmente approdati a un traguardo decisivo? "Diciamo che è il compimento di un percorso iniziato nel 2006 – spiega l'ingegner Innocenti - perché quando il sindaco mi propose di fare l'assessore prima delle elezioni ci ho riflettuto a lungo. Ho poi accettato questa esperienza nuova, mettendomi fin da subito a disposizione dell'ufficio e della cittadinanza; ho cercato di essere propositivo su tutte le richieste che venivano inoltrate, senza mai uscire dai canoni della legalità. La vera, unica e grande soddisfazione sta nell'aver dotato la città di un piano strutturale, che ora verrà spedito in Regione: 30 giorni di tempo per le osservazioni, ma senza entrare più di tanto nel merito, perchè la legge è cambiata. Seguirà la pubblicazione nel bollettino ufficiale e poi diventerà effettivo". Vogliamo allora riconoscere i giusti meriti allo staff che ha lavorato alla redazione del piano? "Senza dubbio! Un fondamento essenziale è lo stato conoscitivo. Chi, meglio dei tecnici del posto, avrebbe potuto fare una cosa del genere? Invito tutti a recarsi qui all'Urbanistica per vedere il lavoro certosino che ha preceduto la stesura del piano. Oggi possiamo dire di avere la fotografia reale di tutte le peculiarità del territorio e individuare di conseguenza le grandi potenzialità di sviluppo sostenibile che esso è capace di esprimere. Un rilevante lavoro di equipe da parte dell'ufficio di piano, coordinato dal dirigente di settore, l'architetto Antonio Coletti, con gli altri due architetti, Maria Luisa Sogli e Ilaria Calabresi, più la squadra dei geometri". Quanto Le hanno dato fastidio le critiche (per non dire le accuse) e le iniziative pubbliche dei movimenti e dei partiti nettamente contrari alla edificazione in collina, adoperando il termine forte di cementificazione? "E' stato l'aspetto più brutto, specie per una persona dal carattere come il mio. Sono attaccato al territorio, per cui confesso di aver dormito malvolentieri più di una notte. Non parlerei di cementificazione della collina; anzi, starei con quelli che hanno dichiarato che andrebbero tolte anche le costruzioni esistenti. La nostra collina è stata violentata negli anni scorsi: basti pensare che mai è stata edificabile, ma che vi sono almeno 50-60 abitazioni. Mi viene pertanto da dire: come sono nate? Nella nostra valutazione, abbiamo detto che la collina potrebbe recepire ancora circa 3000 metri quadrati di costruzione, considerando soprattutto l'ampliamento funzionale dei volumi già esistenti. Questo continuo ripetere che le case verranno innalzate in zone franose è una pura scusa, perché un piano strutturale deve intanto indicare dove non si può costruire e quindi porre quei vincoli che noi abbiamo rispettato al 99%. Si tratta perciò di una polemica gratuita, dettata forse dall'attuale periodo pre-elettorale, quando  c'è interesse nel sollevare il polverone". E come replica al consigliere regionale Dario Locci, che ha parlato di lobby per pochi intimi? "Conosco molto bene Locci, dal momento che siamo stati anche compagni di camera ai tempi dell'università. Da lui mi aspetto ora che faccia nomi e cognomi, dal momento che non ho niente da nascondere, ne' alcuna persona da proteggere. Se pertanto ritiene che dietro vi sia una lobby, che la denunci e agisca per vie legali. In fondo, Locci è un avvocato". A volerla dire senza peli sulla lingua, Lei è a questo punto l'unico assessore dell'esecutivo biturgense ad aver portato a termine il suo compito. "Non spetta a me il compito di riconoscerlo. Personalmente, sono riuscito a rimanere distante o equidistante dalle polemiche in un contesto così ampio di 8 assessori e 11 consiglieri, più quelli della minoranza . Pensare tutti alla stessa maniera è impossibile. Ho tentato di mediare le situazioni, ingoiando talvolta anche qualche boccone amaro. Ma come si suol dire, quando siamo tutti contenti o tutti scontenti significa che dietro c'è stato un buon lavoro". E l'atteggiamento dell'opposizione? "Mi ha sorpreso, perché in sede di voto si è espressa come noi nella maggioranza delle osservazioni e poi ha finito manifestando in aula il voto contrario. Cosa avviene d'ora in poi? E i tempi del regolamento urbanistico? "Il piano deve essere confezionato con tutte le osservazioni e verrà spedito in Regione e in Provincia. Dopo i 30 giorni previsti per la permanenza nei due enti, potrà essere pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (Burt) per l'ufficialità. Tengo a precisare un particolare: Regione e Provincia sapevano già che c'era un intervento strategico e hanno presentato delle osservazioni, in parte accolte. Il piano è quindi inattaccabile e non ci aspettiamo grosse modifiche. Il regolamento urbanistico darà forza a tutte le previsioni di piano (collina compresa) e deciderà le modalità di intervento; incaricheremo per la sua stesura un professionista esterno al fine di arrivare quanto prima all'adozione. Alcune varianti anticipatrici che riguardano temi molto pratici sono già state adottate in giunta, quindi abbiamo avviato il procedimento e credo che entro l'anno riceveranno il "sì" del consiglio comunale. Immediata l'esecutività dei progetti rimasti sospesi a causa di alcune problematiche tecniche: alcuni interventi leggeri vengono ad essere sbloccati già ora".

 

LE POSSIBILITA' DI INTERVENTO SBLOCCATE CON L'APPROVAZIONE DEL PIANO STRUTTURALE

Relativamente alle aree agricole:

1)   possibilità di realizzare interventi di ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia e ristrutturazione urbanistica all'interno delle pertinenze di edifici storici laddove questi interventi sono ammessi dalla "variante per l'edificato di matrice storica" e negli edifici abitativi recenti; interventi di ristrutturazione edilizia per annessi recenti senza cambio di destinazione d'uso;

2)   addizioni funzionali agli edifici abitativi per un massimo di 100 metri quadrati, di cui la metà per superfici abitabili e l'altra metà per superfici accessorie (massimo 150 metri quadrati di superficie utile netta);

3)   realizzazione di piscine a servizio di edifici abitativi o di altre attrezzature sportive a servizio delle abitazioni;

4)   realizzazione di garage secondo modalità meno impattanti;

5)   possibilità di localizzare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili con attenzione anche alla tutela del territorio agricolo;

6)   possibilità di redazione di piani aziendali di miglioramento agricolo ambientale, che possono garantire una maggiore sostenibilità ambientale degli interventi proposti dalle aziende agricole.

 

Relativamente alle aree urbanizzate:

1)   piani attuativi in itinere nelle zone di espansione residenziale e produttiva non ancora attuate;

2)   possibilità di aggiornamento della disciplina degli edifici del centro storico e della fascia dei 200 metri dalle mura urbane nel rispetto di obiettivi generali e di dettaglio, definiti nel quadro programmatico e strategico del piano strutturale;

3)   possibilità di impostare varianti anticipatrici del regolamento urbanistico per argomenti settoriali che attendono da tempo soluzioni e che non saranno più affrontate con la logica episodica del "caso per caso", ma valutandone la compatibilità con gli obiettivi e i contenuti generali e specifici del piano strutturale.   

 

Nella foto: l'assessore all'Urbanistica del Comune di Sansepolcro, ingegner Fabrizio Innocenti (a sinistra) e il dirigente del II settore, architetto Antonio Coletti

 

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Redazione, 28/12/2010 07:10:06

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