L'Assessore Rossi dice che la sanità in Toscana funziona perché il bilancio è a posto. Questo non basta: il bilancio in regola è un obbligo di legge, ma non è la dimostrazione di una buona politica sanitaria. La provincia di Arezzo ha pagato sulla propria pelle una visione della sanità incentrata solo sui bisogni delle zone ad alta densità di popolazione e vicine a grandi centri urbani. Come dimenticare la disattenzione della Regione Toscana per i territori montani, penso alla Valtiberina e al Casentino, nell'organizzazione dell'emergenza-urgenza? Come dimenticare le giuste battaglie e il totale silenzio quando la Valtiberina si è battuta per avere una rotazione più giusta del medico di guardia? Rotazione che ancora oggi lascia scoperti alcuni territori. Come dimenticare i fallimenti della società della salute voluta in Casentino? Come dimenticare la folle idea della dott.ssa Calamai di far peregrinare i cittadini della provincia per avere risposte chirurgiche appropriate? Come dimenticare le infinite battaglie per liste di attesa in Valdarno e Valdichiana? Come dimenticare che alla chiusura di presidi sanitari nei piccoli centri, non si sono avute efficienti risposte sostitutive? Per il 2010 la sanità toscana ha previsto di poter contare su un bilancio di oltre 6.000 milioni di euro, quasi il 76% di tutto il bilancio regionale. C'è da scommettere che ad Arezzo arriveranno solo le briciole così come è stato fino ad oggi. La nostra è una provincia relativamente poco popolosa, ma con un territorio vasto e con una importante incidenza di popolazione anziana. In questi cinque anni è stata chiara una cosa: il modello socio-sanitario dell'Assessore Rossi non è stato all'altezza dei bisogni di un territorio i cui diritti pesano e valgono tanto quanto quelli di territori intorno ai quali si è voluto costruire tutto il sistema. Temo che questo approccio, fatto su misura per il nord della Toscana e che penalizza il sud della nostra regione, sarà la traccia che Rossi userà per governare tutte le altre politiche: dalla viabilità alla formazione professionale, dall'economia alle politiche per lo sviluppo. Se Rossi sarà Presidente, Arezzo diventerà sempre di più zona marginale: del resto non è una previsione azzardata, basta vedere come ha gestito la sanità.
Inserita il : 08-02-2010 20:48 da Redazione
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