Il PdL non riesce a rispettare nemmeno quelle minime e cioè presentare in tempo le liste elettorali. Un partito serio avrebbe chiesto scusa ai suoi militanti e ai suoi iscritti e il gruppo dirigente regionale ne avrebbe tratto la doverose conseguenze. Invece il Pdl ha prima messo, inutilmente, sotto pressione il Presidente della Repubblica ed ha poi indotto il "suo" governo, che in questa vicenda non si è certo dimostrato Governo del Paese, ad approvare un decreto che salva le sue liste. Non voglio nemmeno entrare nel merito delle considerazioni formali in esso contenute: la prossima volta probabilmente sarà sufficiente essere nelle vicinanze del palazzo e quella successiva ancora basterà il solo pensiero di presentare le liste. Il PdL ha dato una pessima immagine di sé come partito. Adesso ha umiliato il Paese costringendolo a dare l'immagine di una Repubblica a sovranità limitata dove il partito di Governo può cambiare le regole a gioco iniziato. Il PdL risponde pienamente al suo acronimo confermandosi il partito della libertà di fare quello che gli pare.
Inserita il : 06-03-2010 13:47 da Redazione
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